GAL Serre Salentine

Storia dell'emigrazione

I comuni delle "Serre Salentine", come anche la Puglia e gran parte delle regioni del Meridione d'Italia, nel corso della loro storia, hanno avuto a che fare con una realtà molto drammatica.
Nel corso della fine dell'Ottocento e nel Novecento, le "Serre Salentine" sono state coinvolte dal fenomeno dell'emigrazione che ha influito profondamente sulla realtà economico, sociale e culturale dell'intero territorio e dei suoi abitanti.
La prima ondata migratoria, agli inizi del Novecento e fino agli anni successivi alla Prima Guerra Mondiale, dovuta soprattutto per la necessità di fame e mossa dalla povertà, ha avuto come meta soprattutto l'Argentina, gli Stati Uniti d'America ed il Brasile; solo in seguito si è diretta verso il Nord Europa e, in particolare, in Svizzera, Francia, Belgio e Germania.
La seconda ondata migratoria avvenuta negli anni dell'immediato dopoguerra e fino agli anni Sessanta ha avuto, invece, come meta le stesse aree geografiche a cui si aggiunge però la lontana Australia.
La grande produzione industriale nell'Italia del Nord, con i centri di Torino, Milano e del Triveneto sarà di stimolo a nuove ondate migratorie negli anni successivi, non più però come in precedenza verso l'estero, ma verso altre regioni d'Italia.
Attualmente la Puglia è una delle prime regioni d'Italia per tasso di emigrazione. Si stima che i pugliesi all'estero sono quasi quattrocentomila, a cui si dovrebbero aggiungere i lavoratori stagionali che ancora oggi si recano a lavorare all'estero o nel più ricco Nord Italia, e le migliaia di studenti universitari.

Vediamo nel dettaglio le varie epoche migratorie.